Alla vigilia della liberalizzazione, l’inquadramento dei giochi on-line comincia a prendere forma per l’adozione dal Senato di un progetto di legge in che l’autorità di Regolazione dei Giochi on-line ARJEL ha un compito pesante di stare in guardia.
I siti che non saranno in regola di fronte all’autorità di Regolazione dei Giochi on-line ARJEL, dunque dello Stato saranno indicati, sono semplicemente fuorigioco. Alla fine della sessione, gli eletti hanno preso il posto del giudice, ciò è in armonia con le istruzioni del Consiglio costituzionale. Così, il presidente dell’ARJEL avrà la possibilità di essere processato, in questa circostanza davanti al TGI (Tribunal di Grande Instanza) di Parigi, per bloccare i siti di poker o di scommessa sportiva che non sono in regole con l’amministrazione. Nella pratica, questa misura è difficilmente applicabile perché la fattore libertà d’espressione, molto importante per la Repubblica, deve essere considerata anche da tutte le parti.
Questa legge sui giochi on-line va di pari passo con quella di Loppsi che impone ai giudici di riferire prima di ogni ordinanza di blocco di siti internet. Così, un motore di ricerca potrà farsi seguire gli ordini del tribunale, il ritiro di un sito internet ne è l’esempio. Una prima nel diritto francese! A vedere da vicino, si aspetterà delle grandi sorprese in futuuro.




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